Berillio


Il Berillio ha numerosi effetti tossici. I suoi effetti più importanti sono sulla pelle

Il berillio (Be) è nel gruppo 2A ed è notevolmente tossico.Una volta veniva usato nella costruzione delle lampade al neon e in quelle fluorescenti; l’avvelenamento da berillio si aveva nella lavorazione di queste lampade o dal trattamento di quelle rotte.

L’uso moderno del berillio nelle ceramiche, nell’elettronica ed in alcune leghe richiede speciali procedure di manipolazione per evitare una esposizione industriale.Tossicocinetica viene assorbito rapidamente per inalazione, la metà viene eliminato il 2 settimane il resto persiste per lunghi periodi probabilmente all’interno dei granulomi fibrotici. L’assorbimento GI avviene nello stomaco dove è in forma ionizzata. È distribuito in tutto l’organismo ma presenta alti livelli nelle ossa. Si trova anche nel fegato da cui si ridistribuisce nelle ossa.

Il Berillio ha numerosi effetti tossici.

I suoi effetti più importanti sono sulla pelle. Dall’esposizione al berillio si hanno ulcerazioni della pelle e granulomi. Una ipersensibilizzazione al berillio si manifesta con dermatiti, congiuntiviti acute e lacerazioni corneali. L’inalazione dei composti del berillio può causare polmoniti chimiche acute (berilliosi acuta), che è una condizione che progredisce rapidamente sviluppando una reazione infiammatoria dell’intero tratto respiratorio (cavità nasali, faringe, vie tracheo-bronchialie alveoli).

Il fluoruro di Be causa facilmente questa condizione, che può essere anche fatale.

Le berilliosi croniche si possono sviluppare conun periodo di latenza che va dai 5 ai 20 anni e i loro sintomi sono fibrosi al polmone e polmoniti. Oltre alla tosse e al dolore al torace, il soggetto soffre di stanchezza, debolezza, perdita di peso e dispnea (respirazione  difficile, dolorosa). I polmoni compromessi non sono più in grado di trasferire bene l’ossigeno.

Altri organi che possono essere danneggiati sono il fegato, i reni, il cuore, la milza e i muscoli striati.

Cancerogenicità del berillio che causa il cancro al polmone.

Il berillio induce trasformazioni morfologiche nelle cellule e determina una ridotta capacità del DNA a duplicare fedelmente la propria catena.

Gli atomi di Be sono i più piccoli di tutti i metalli con un raggio atomico di 111 pm. Lo ione Be2+ ha un raggio ionico di soli 35 pm (picometro 10-12 m), che gli da un’alta abilità a polarizzarsi, una tendenza a formare composti molecolari piuttosto che composti ionici, e una grande tendenza a formare complessi, superiore a quella degli altri ioni 1A e 2A.

L’abilità del Be di formare chelati viene usata per trattare gli avvelenamenti da Be con EDTA (acido etilendiamminotetracetico) e con Tiron (sale disodico dell’acido 4,5-diidrossi-1,3-disulfonico).

 

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